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Cosmeceutici

Novità in tema di prurito vulvovaginale

Il prurito costituisce una tipica situazione di fastidio dermico per cui viene spontaneo grattarsi, in certi casi eccessivamente, arrivando addirittura a creare delle vere e proprie ferite.
Una delle forme più fastidiose di prurito riguarda quella che colpisce la zona genitale femminile.
È infatti piuttosto comune che si verifichino episodi nei quali il prurito in quest'area sia così intenso da non poter fare a meno di grattarsi, determinando non solo discomfort locale ma anche alterazioni della vita di relazione ed irritabilità caratteriale.
Generalmente il prurito vaginale è un disturbo ad eziologia multipla ma la causa più frequente è da ricondurre ad una vulvovaginite.
Le vulvovaginiti rappresentano infatti la prima causa di consultazione per lo specialista ostetrico-ginecologo. Sintomi quali perdite vaginali, bruciore e prurito vulvare, insieme a segni d'irritazione come eritema ed escoriazioni, sono le manifestazioni più comuni di queste patologie ed interessano tutte le donne dall'età prepubere alla post menopausa.
Le cause sono molteplici principalmente infettive, metaboliche, endocrinopatiche e/o cattive abitudini igienico-sessuali.
Poiché nell'ambito dello stesso sintomo possono confluire diverse malattie la cui diagnosi è possibile solo dopo una visita specialistica con effettuazione di test specifici (tampone vaginale - urinocultura etc), il trattamento di questi sintomi richiede tempi di risposta ritardata e, di conseguenza, risulta spesso difficile e non di immediata risoluzione.
Da sempre quindi la ricerca farmacologica ha cercato di offrire dei prodotti prevalentemente topici (crema, latte, gel) in grado di contrastare rapidamente i sintomi rinviando la terapia sistemica ed eziologica ad un secondo tempo post-diagnostico.

Il Mitolene latte spray intimo, a base di crotamitone, sucralfato e clotrimazolo con l'aggiunta di acido borico, alfa bisabololo, pantenolo, aloe ed estratti naturali rappresenta una promettente ed efficace novità nel trattamento topico immediato dei sintomi del prurito.


Cause del prurito

Nelle donne in età fertile il prurito è frequentemente associato alla vulvovaginite da Candida (VVC), condizione infiammatoria causata dai miceti del genere Candida, in particolare Candida albicans, che colpisce milioni di donne in tutto il mondo.
Tre donne adulte su quattro hanno infatti sofferto almeno una volta di infezione vaginale da miceti con episodi di gravità variabile; di queste ultime il 40-50% lamenta almeno un secondo episodio di VVC, che compare nel 15-20% dei casi da uno a tre mesi di distanza dal primo.
Nel 5% dei casi infine si sviluppa una forma di VVC recidivante, definita come successione di almeno 4 episodi di infezione, confermati con esame colturale, nell'arco di 12 mesi.
Al di là di una ridotta percentuale di situazioni in cui è agevole identificare come causa di recidive l'esposizione a fattori di rischio noti (diabete mellito mal compensato, immunodepressione o immunocompromissione, utilizzo di terapia corticosteroidea o antibiotica a largo spettro, assunzione di contraccettivi orali, presenza di una malattia a trasmissione sessuale), nella maggior parte dei casi non è possibile riconoscere una sicura causa scatenante.
Fino ad oggi, il trattamento topico di affezione, è stato effettuato mediante la somministrazione di prodotti antimicotici in alcuni casi a associati derivati cortisonici.
Poiché il prurito è legato ad una liberazione locale di istamina in risposta ad un insulto infettivo e/o traumatico, l'utilizzo di una sostanza ad azione antistaminica quale il crotamitone rappresenta un vantaggio indiscutibile in termini di tempi e qualità della risposta.
Inoltre, la presenza nella formulazione del prodotto di sostanze quali l'acido borico ed il clotrimazolo possono adiuvare la terapia sistemica antimicotica.

Nelle donne in menopausa e post menopausa il prurito vulvare è spesso legato all'assottigliamento dell'epitelio per perdita del glicogeno ed innalzamento del pH e/o a carenza estrogenica con conseguente comparsa negli strisci di cellule parabasali e intermedie in numero elevato, con sanguinamenti, bruciore, prurito, senso di gonfiore, dispareunia, bruciore alla minzione, (vulvo vaginite atrofica o senile) e quindi scarsa risposta locale alle infezioni.
Il grattamento determina lesioni di continuo dell'epitelio con successiva danno locale.
Il crotamitone, adiuvato dal sucralfato e dall'aloe ad azione cicatrizzante, rappresenta anche in queste affezioni un buon prodotto topico atto a lenire il prurito e quindi a bloccare il rebound del danno legato all'azione traumatica del grattamento.


 

Vulvovaginiti infettive

Le infezioni che portano a vulvovaginite possono essere causate da varie specie di microrganismi, tra i quali:

  • funghi come la Candida albicans (candidosi);

  • batteri come la Gardnerella vaginalis (vaginosi).

  • protozoi come il Trichomonas vaginalis (tricomoniasi);

Altri agenti infettivi che possono provocare vulvovaginiti sono la Neisseria gonorrhoeae (gonorrea), il Bacterium coli, l' herpes simplex ed altri.


 

Vulvovaginiti non infettive

Le vulvovaginiti di natura non infettiva costituiscono un ampio capitolo della patologia flogistica vulvovaginale. Costituiscono, infatti, almeno il 40% delle comuni sintomatologie del basso tratto genitale.

Le cause che possono determinare questo tipo di infiammazione sono molte, spesso misconosciute e quasi mai diagnosticate. Spesso laddove viene riferita una sintomatologia vulvovaginale, quasi sempre è individuata una sostanza tossica infettiva. Un denominatore comune tra questo tipo di disturbi è la prescrizione di terapie, topiche o orali, che non eliminano la causa e, quindi, non migliorano il disturbo.


Vi sono quattro principali fattori che espongono ad un rischio maggiore di sviluppare vulvovaginiti di natura non infettiva:
  • rapporti sessuali. Una storia delle donne affette da patologia flogistica vulvovaginale ricorrente non infettiva, può essere direttamente correlata alla loro attività sessuale. La formazione di abrasioni microscopiche dovute ad un'inadeguata lubrificazione favorirebbe, infatti, la penetrazione di agenti esterni, possibile fonte di sensibilizzazione.

  • abitudini igieniche. Studi condotti su donne sessualmente attive hanno dimostrato come l'uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali aumenti notevolmente il rischio di contrarre vulvovaginiti irritative.

  • abbigliamento. L'abitudine ad indossare indumenti molto attillati, soprattutto, se costituiti da un materiale sintetico (nylon o lycra), contribuirebbero ad alterare l'ecosistema vaginale rendendolo più sensibile ad molecole esogene.

  • fattori psicologici. È stato dimostrato, infatti, che alcune donne affette da vulvovaginiti ricorrenti di natura non infettiva, conducono una vita sessuale insoddisfacente o sottacciono spesso quadri depressivi.


Le manifestazioni cliniche sono del tutto aspecifiche e spesso indistinguibili dalle vulvovaginiti infettive. I sintomi sono di solito bruciore e prurito, dolore e senso di tensione e, nei casi più gravi, a seguito di una accurata anamnesi, può emergere come qualsiasi agente esterno sia in grado di irritare la regione genitale. All'ispezione si può osservare arrossamento ed edema vulvare (vulvite eritematosa) accompagnati da escoriazioni e fissurazioni.
Più raramente, tali forme si possono associare alla comparsa di bolle o vescicole od ulcerazioni (reazione eritematoide), interessando talora anche la vagina. La leucorrea (secrezione mucosa definita spesso dalle donne come "perdita vaginale") può essere presente ed è priva di alcun odore.
Spesso queste forme di vulvite non infettiva tendono a perpetrarsi a causa di trattamenti antibiotici inappropriati e/o antimicotici che hanno un effetto ipersensibilizzante sulle mucose, oltre che destruente per la flora batterica vaginale.
Una corretta ed approfondita valutazione della storia clinica e delle abitudini della donna rappresentano un approccio imprescindibile quando si sospetta un processo infiammatorio di natura non infettiva.
Una volta esclusa la presenza dei principali agenti infettivi (Candida albicans, Trichomonas e Gardnerella vaginalis), diviene fondamentale fornire una corretta diagnosi.
Patologie sistemiche di natura dermatologica (come psoriasi, lichen, penfigo, lupus, sindrome di Behcet, sindrome di Paget) possono determinare quadri vulvovaginali di difficile interpretazione per specialisti poco esperti.
La persistenza della sintomatologia accompagnata dalla presenza di particolari stili ed abitudini di vita (uso di assorbenti interni, salvaslip, etc.) devono focalizzare l'attenzione sul fatto che possa trattarsi di una forma di ipersensibilità vaginale ad agenti esterni. Spesso le donne che presentano i sintomi sono portatrici di una storia familiare di allergia ad agenti ambientali (riniti, asma, congiuntivite) o alimentari (orticaria, angioedema).

La terapia di tutte queste forme consiste nell' eliminare la causa irritativa, allergizzante, traumatica. Il primo presidio terapico, di importanza fondamentale risulta essere l' educazione della paziente. Essa, infatti, messa a conoscenza della sua particolare sensibilità vaginale ad agenti esogeni, deve essere informata sui comportamenti e sulle abitudini di vita corrette che possono risolvere la sua sintomatologia.
Rimosso l'agente sensibilizzante (quando riconosciuto) è fondamentale nelle donne "ipersensibili" evitare:

  • qualsiasi stimolo irritativo quali applicazioni vaginali di profumi, saponi eccessivamente alcalini o ricchi di coloranti, lavande vaginali, creme depilatorie

  • l'abitudine ad una eccessiva igiene intima, potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita.

  • l'utilizzo di assorbenti interni; questi dovranno essere sostituiti da quelli esterni, preferibilmente non dotati di "ali protettive" poiché il materiale adesivo di cui sono costituite è ricco di colla in grado di sciogliersi a contatto con le normali sudorazioni e capace quindi di generare prurito e fenomeni di sensibilizzazione.





Terapia

La particolare composizione di Mitolene latte spray intimo consente di disporre, con un solo prodotto, di un valido ed innovativo approccio terapeutico multiazione.
Infatti, l'associazione del crotamitone con gli altri componenti della formulazione di Mitolene latte spray intimo consente di conseguire non solo un effetto sui sintomi del prurito ma anche un efficace trattamento delle cause ad essi associate.

La presenza di un antistaminico, crotamitone, induce una vasodilatazione locale che risolve rapidamente rossore, prurito e bruciore arrestando il danno traumatico da grattamento.
La sua azione risulta, quindi, particolarmente indicata ed efficace in tutte quelle condizioni in cui tale insulto può innescare temibili azioni displastiche vulvari peggiorando il quadro clinico, quali ad esempio la menopausa.

Il clotrimazolo, molecola capostipite dei composti azolici, presenta un'azione antimicotica ad ampio spettro in quanto agisce sulla maggior parte dei funghi patogeni per l'uomo. Grazie alla sua notevole efficacia terapeutica e buona tollerabilità, il clotrimazolo è largamente impiegato nella cura delle infezioni fungine dell'epidermide.

L' acido borico è noto per la sua capacità nel prevenire le infezioni micotiche dovute a ceppi non-albicans ed è già usato da molti anni in ginecologia. Il suo meccanismo d'azione può essere attribuito alle sue proprietà di acido debole, caratteristica questa che permette all'acido borico di attraversare la membrana della cellula fungicida distruggendola.

La presenza nel Mitolene latte spray intimo dei polimeri naturali sucralfato, aloe ed acido ialuronico permette, dopo l'applicazione, la formazione di un film biadesivo.
Tale sistema consente una distribuzione uniforme del prodotto sulla mucosa vaginale ed una conseguente adesione delle sostanze in esso presenti con un meccanismo del tutto fisiologico che mima la funzione e le caratteristiche del muco, svolgendo anche una funzione protettiva della mucosa lesa e favorendo il processo della cicatrizzazione.

Infine, alfa bisabololo, pantenolo ed estratti di calendula e propoli, grazie alle loro riconosciute proprietà lenitive ed emollienti, agiscono in sinergia con il crotamitone potenziandone l'efficacia.

 

Concludendo, si sottolinea come le due principali azioni del Mitolene latte spray intimo  sui sintomi del prurito e sulle cause che lo determinano rappresentano una promettente  risposta al discomfort  vulvare nelle donne di tutte l'età.


Dr Vito Fabio Guardalà
Specialista in Ginecologia e Ostetricia



 

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