Tumori dell'ovaio: oggi guarire è possibile
Colpiscono le donne in età giovanissima, spesso ancora prima di compiere 20 anni, e possono
comprometterne per sempre la fertilità: sono
i tumori dell'ovaio, che costituiscono circa il 20% di
tutti i tumori ovarici presenti nei Paesi occidentali. La maggior parte di loro viene diagnosticata
intorno ai 18 anni.
Fino a una trentina di anni fa le speranze per questi tumori erano poche, riguardo sia la
cura, sia la conservazione della fertilità e della funzionalità dell’ovaio. Oggi invece, grazie ai
progressi della scienza soprattutto in relazione alla chemioterapia, la sopravvivenza ha raggiunto
tassi altissimi.
Di cosa si tratta?
Parliamo di tumori molto aggressivi, che crescono con
rapidità.
Colpiscono di solito solo una delle due ovaie e si diffondono prevalentemente nella cavità
dell’addome.
Come si curano?
Esistono diversi tipi di tumore dell’ovaio. Spesso si presentano insieme, in forma mista.
In questi casi la cura è indirizzata al tipo più aggressivo. Si manifestano solitamente con
una massa addominale che si sente al tatto, la cui presenza è associata a dolore, anche molto
acuto, nella zona dell’addome e del basso ventre (zona pelvica).
A volte queste malattie provocano anche febbre e perdite di sangue vaginali.
In media la diagnosi (basata su esami del sangue, radiografia del torace ed ecografia
pelvica) avviene 1-3 mesi dopo la comparsa dei sintomi.
Questa rapidità nella diagnosi permette spesso di inquadrare la malattia quando si trova
ancora ad uno stato precoce. Rare volte invece la malattia può comparire senza dare sintomi e la
scoperta avviene in modo occasionale.
La terapia primaria è di tipo chirurgico, soprattutto interventi che prevedono cioè l'eliminazione del tumore ma non dell’ovaio (cosiddetti interventi di tipo conservativo), anche nei casi di malattia avanzata.
Oggi la chemioterapia ha rivoluzionato la prognosi, prima infausta, garantendo una
sopravvivenza che sfiora il 100% nei primi stadi e il 75% negli stadi avanzati.
L'eliminazione chirurgica del tumore seguita da cicli di chemioterapia è una soluzione
positiva anche nel senso della conservazione della fertilità e della funzionalità dell’ovaio, anche
se, va ricordato, la chemioterapia non è mai priva di effetti collaterali. Gli ultimi studi
riportano che una percentuale molto alta di donne (ben il 69-99%) ha riacquisito una normale
regolarità dei cicli mestruali al termine della chemioterapia e molte di queste hanno portato a
termine numerose gravidanze.
I tumori dell’ovaio presentano quindi, attualmente, buone possibilità di cura e di guarigione, purché ci si rivolga tempestivamente a un centro specializzato in ginecologia oncologica.




