Un dolore per tre malattie
Definire il dolore pelvico è difficile, soprattutto perché è un sintomo riconducibile a numerosi disturbi e malattie di diversa origine: ginecologici, riproduttivi, gastrointestinali, urinari, muscolo-scheletrici.
Il dolore pelvico può essere definito “acuto”, “ciclico” o “
cronico”.
Si può dire che il dolore pelvico è
acuto quando compare in modo improvviso, peggiora
rapidamente per poi scomparire,
ciclico quando è associato al ciclo mestruale,
cronico se persiste da oltre 3 mesi.
Il dolore cronico è abbastanza frequente nelle donne. Non sempre è possibile individuare una causa ben definita, di conseguenza la cura è spesso volta a migliorare i sintomi.
Le malattie ginecologiche più frequentemente associate a dolore pelvico cronico sono l’e ndometriosi, la fibromatosi uterina e l’adenomiosi. Vediamole singolarmente.
Endometriosi
Di cosa si tratta?
L’endometriosi è una malattia tipica dell’età fertile in quanto colpisce prevalentemente
donne di età compresa tra i 25 e i 35 anni, e tende a regredire con il sopraggiungere della
menopausa.
Attualmente costituisce una delle malattie ginecologiche più diffuse, con un’incidenza in
Italia del 12%, che raggiunge il 30% nelle donne infertili.
Quali sono le cause?
Le cause sono tuttora sconosciute ma implicano una predisposizione genetica, anomalie del
sistema immunitario, fattori anatomici e interferenze ambientali.
L’endometriosi è determinata dall’azione di due ormoni: estrogeni e progesterone, per questo
viene considerata una “malattia ormono-dipendente”.
Come si manifesta?
In genere si manifesta con alterazioni del ciclo mestruale (dismenorrea), con dolori ai
rapporti sessuali (dispareunia profonda) e dolore pelvico. Solo nel 20-25% dei casi si manifesta
senza sintomi e viene diagnosticata casualmente. Peraltro, la gravità dei sintomi non risulta
direttamente correlata con l’estensione della malattia nella zona pelvica.
Come si cura?
Si cura con i farmaci e, quando questi non risultano efficaci nel migliorare i sintomi,
viene preso in considerazione l’intervento chirurgico.
Fibroma uterino
Di cosa si tratta?
Il fibroma uterino è il tumore benigno più frequente in ginecologia, infatti è presente nel
15-20% delle donne dopo i 35 anni, con una maggior incidenza tra i 40 e i 50 anni.
In alcuni casi i fibromi rimangono “stabili” per molti anni o crescono molto lentamente, in altri sviluppano rapidamente e raggiungono grandi dimensioni in pochi mesi.
Quali sono le cause?
Le cause sono in parte ormonali, in parte genetiche.
Gli estrogeni sono da sempre considerati i principali “responsabili” della crescita di
fibromi uterini. A conferma di questo c’è il fatto che i fibromi compaiono solo dopo la prima
mestruazione (menarca), si sviluppano durante l’età fertile e soprattutto in gravidanza e
frequentemente regrediscono con la menopausa.
I rischi di sviluppare un fibroma
Il rischio di sviluppare fibromi è maggiore nelle donne che non hanno mai avuto figli
(nullipare), nelle donne con frequenti cicli senza ovulazioni (cicli anovulatori)a ovulazione) e
nelle obese.
Il fibroma può essere anche causa di sterilità o di infertilità. Circa il 20% delle
portatrici di fibromi uterini non lamenta alcun disturbo; le malattia viene diagnosticata
occasionalmente durante una visita di controllo. La terapia è prevalentemente farmacologica e/o
chirurgica.
Adenomiosi
Di cosa si tratta?
L’adenomiosi è la presenza di endometrio all’interno della struttura del tessuto muscolare
(miometrio). Praticamente isole di tessuto endometriale penetrano nel tessuto muscolare (il
miometrio) dell'utero.
Sebbene colpisca più frequentemente donne attorno ai 40 anni, si può ritrovare anche nelle più giovani. È una malattia difficile da diagnosticare e dalle cause sconosciute.
Quali sono i principali sintomi?
I sintomi principali sono dolore pelvico tipo premestruale, alterazioni del ciclo mestruale,
dolore durante i rapporti sessuali e perdite di sangue, ma in molti casi la malattia non dà
segnali.
Il dolore si associa spesso a senso di tensione e di pesantezza a livello dell'addome.
Come vengono curati?
Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi: farmaci antinfiammatori come ibuprofen
possono alleviare i dolori mestruali e i crampi; in casi gravi, si può ricorrere all’intervento
chirurgico.




