PREVENZIONE DEL TUMORE ALLA CERVICE UTERINA
La prevenzione dura una vita
Oggi sono disponibili in commercio due vaccini per la prevenzione primaria dell'infezione da
HPV: uno quadrivalente e uno bivalente.
Il vaccino quadrivalente protegge dall'infezione dei tipi virali ad alto rischio 16 e 18,
responsabili del 70% dei carcinomi della cervice uterina. Protegge inoltre dai tipi a basso rischio
6 e 11, responsabili dei condilomi genitali. Il vaccino bivalente è diretto contro i tipi ad alto
rischio 16 e 18. L'azione dei vaccini è comunque preventiva e non terapeutica.
Per entrambi i prodotti (disponibili in Italia dal 2007), il ciclo vaccinale consiste nella
somministrazione per via intramuscolare di tre dosi nell'arco di sei mesi (rispettivamente 0, 2 e 6
mesi per il vaccino quadrivalente e 0, 1 e 6 mesi per quello bivalente). Si eseguono con
un'iniezione intramuscolare, preferibilmente nella parte alta del braccio. Non sono necessari
richiami.
La vaccinazione con il vaccino quadrivalente anti HPV è indicata per gli adolescenti dai 9 ai
15 anni e per le donne dai 16 ai 26 anni. Il bivalente è indicato fino ai 25 anni.
Per esercitare il massimo della sua efficacia, infatti, il vaccino va fatto prima di iniziare
ad avere rapporti sessuali. Nelle donne che non hanno ancora contratto l'infezione il vaccino si è
dimostrato molto efficace (90-100%) nel prevenire per almeno cinque anni le lesioni preinvasive di
alto grado.
L'efficacia nelle donne che hanno già avuto rapporti sessuali è molto minore. È stato
calcolato che sia attorno al 40% nei confronti dei due tipi di HPV contro cui è diretto il vaccino.
Per questi motivi la vaccinazione è raccomandata e gratuita per le ragazzine che hanno
compiuto 11 anni. Le donne che desiderano fare il vaccino fuori da questa fascia d'età devono fare
la richiesta al medico e pagarlo.
Tuttavia, risultati presentati durante la Conferenza Internazionale sul Papillomavirus a
Pechino hanno dimostrato che il vaccino quadrivalente è efficace anche nelle donne fino ai 45 anni
d'età. Dati confermati anche dall'EMEA, l'Agenzia regolatoria europea.
Il vaccino è stato sperimentato su migliaia di donne e si è dimostrato sicuro: per fare
entrambi i vaccini infatti si usa solo il guscio vuoto del virus che non contiene Dna e quindi non
può infettare le cellule, riprodursi o causare malattia. Gli effetti collaterali riportati sono
transitori e leggeri, come febbre e irritazione nella zona dove è stata fatta l'iniezione, mal di
testa o dolori muscolari.
Dopo il vaccino è importante continuare a fare il Pap-test ogni tre anni (a partire dai 25
anni), perché il vaccino non può prevenire tutti i tumori del collo dell'utero.
Il vaccino è efficace anche nella prevenzione degli adenocarcinomi (tumori alle ghiandole) e
di altre rare forme di cancro (testa e collo, ano, vulva) causate dal Papillomavirus. Inoltre, è in
grado di offrire una protezione contro più tipi di virus; perciò anche se una donna nel corso della
sua vita ha già contratto un tipo di HPV, magari senza sviluppare malattia, la vaccinazione è
pienamente efficace contro gli altri tipi di virus inclusi nel prodotto.
Il vaccino non deve essere somministrato alle donne in gravidanza.
Fonti:
Eurogin (European Research Organization on Genital Infection and Neoplasia), Nizza, novembre 200820° Congresso Europeo di Ginecologia e Ostetricia - EBCOG, Lisbona, marzo 2008 IV Congresso nazionale SIMaST - Società Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, ottobre 2007
Epicentro - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’I stituto superiore di sanità
Osservatorio Nazionale Screening – Gruppo Italiano Screening




