SPECIALE OSTEOPOROSI
L'osteoporosi e le donne: il risvolto psicologico
Il dolore, la disabilità e la perdita d'indipendenza associate all'osteoporosi colpiscono anche
il benessere mentale delle persone, riducendone la qualità di vita, predisponendole allo sviluppo
di ansia e depressione o addirittura portandole a chiusura sociale e isolamento.
Oggi per fortuna la situazione è leggermente migliorata: le donne affette da osteoporosi
lavorano, si occupano della famiglia, viaggiano. Lo studio
Timeless Women, condotto nell'agosto del 2008 per
comprendere lo stile di vita e l'atteggiamento delle donne affette da osteoporosi, ha dato
risultati incoraggianti sul vissuto psicologico delle donne malate, mettendo in luce la loro
combattività e la voglia di sentirsi bene e in forma e di essere indipendenti.
L'85% delle donne intervistate si definisce attivo e solo
il 23% si sente ‘debole e fragile’, mentre solo il 31% pensa che la malattia abbia avuto un impatto
negativo sulla sua vita. Il 93% delle intervistate non è disposto a lasciare che questa malattia
diventi un limite a una vita attiva e completa.
La maggioranza delle intervistate ha rivelato di assumere un atteggiamento “positivo” nei
confronti della malattia e della vita: il 93% conduce una normale vita sociale e coltiva le proprie
amicizie; il 77% svolge un'attività fisica mensile e il 64% svolge attività fisica con cadenza
settimanale.
Le donne con osteoporosi tengono alla loro autonomia: la necessità di dover dipendere da
altri è al primo posto tra le loro preoccupazioni (34%) seguita dal timore delle fratture (25%) e
dalla paura di rimanere bloccate in casa (15%).
L'immagine che le donne con osteoporosi hanno di sé non coincide però con quella percepita
dai medici, la maggioranza dei quali (75%) ritiene che la malattia abbia ancora
un impatto negativo sul modo di vedere la vita da parte
delle donne.
Ancora urgente il problema della mancata aderenza alle cure: molte donne non assumono con
costanza le loro medicine e sono quindi maggiormente esposte al rischio di frattura: al 70% delle
donne affette da osteoporosi è capitato di non assumere accidentalmente o deliberatamente una dose
del farmaco loro prescritto. Il 46% ha dimenticato di prendere la medicina, mentre chi non l'ha
assunta deliberatamente lo ha fatto perché ha subìto alcuni effetti collaterali, ha trovato la cura
poco pratica o perché non pensa che la cura sia efficace.
Ed è proprio su questo punto che medici e pazienti concordano, e cioè sull'importanza di
trovare una cura efficace che permetta loro di mantenere un
buon stile di vita. Le preferenze circa la formulazione dei farmaci vanno a quella orale con
assunzione settimanale (29%) e a quella per infusione endovenosa con assunzione annuale (24%).
Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia AIOTE – Associazione Italiana Oncologia della Terza EtàCampagna Timeless Women Skeletal Endocrinology - Meeting internazionale sull'Osteoporosi News and Opinions in Ginecologia Fondazione F.I.R.M.O. Assolatte – Associazione Italiana Lattiero-casearia




