SPECIALE OSTEOPOROSI
Le cure: i nuovi farmaci
Obiettivo delle terapie per l'osteoporosi è rallentare la malattia, migliorare la densità ossea
ed evitare le complicazioni a essa associate, riducendo il rischio di fratture.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario adottare una strategia d'intervento globale,
che comprenda sia
interventi non farmacologici, improntati allo stile di
vita, consigliabili a tutte le donne, sia
approcci farmacologici modulabili in base all'età e al
livello di rischio della singola persona. In particolare, la
National Osteoporosis Foundation raccomanda di sottoporre
a trattamento tutte le donne osteopeniche (cioè con riduzione della massa ossea) in post-menopausa
con un rischio di frattura dell'anca a 10 anni uguale o superiore al 3%.
Associati a una dieta appropriata e a un controllo del peso corporeo, i farmaci possono
rallentare il riassorbimento osseo e ridurre il rischio di fratture. La terapia farmacologica
comprende diverse opzioni, quali la terapia sostitutiva in menopausa con estroprogestinici, i
bisfosfonati e i farmaci modulatori dei recettori selettivi per gli estrogeni (SERM), quali il
raloxifene.
Terapia ormonale sostitutiva (TOS)
È ormai assodato da diversi anni che la terapia ormonale sostitutiva (TOS) è in grado di
prevenire la perdita ossea associata alla menopausa e di far aumentare la densità ossea nelle donne
osteoporotiche. Lo studio
Women's Health Iniziative (WHI) ha evidenziato che
la TOS e la terapia con soli estrogeni riducono il rischio di fratture osteoporosi-correlate.
Tuttavia, è anche necessario considerare che queste terapie, se protratte per diverso tempo, sono
correlate a un più alto rischio di tumore della mammella e malattie cardiovascolari. Di
conseguenza, l'uso della TOS ai più bassi dosaggi efficaci viene consigliato in casi particolari e
per periodi non prolungati, per esempio nei soggetti più giovani a rischio di frattura che
potrebbero sostituire la TOS con altri preparati dopo i 60 anni.
SERMs (Selective Estrogens Receptors Modulators)
Mimano gli effetti benefici degli estrogeni sull'osso senza stimolare i recettori degli
estrogeni a livello della mammella e dell'endometrio. L'unico SERM attualmente disponibile per la
protezione nei confronti delle fratture è il
raloxifene, alla dose orale giornaliera di 60 mg. Diversi
studi hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di ridurre del 34-51% il rischio di fratture
vertebrali. All'ultimo Congresso Europeo sulla Menopausa di Londra sono stati presentati nuovi
studi che confermano l'elevata efficacia terapeutica del raloxifene, la sua sicurezza d'uso e
l'ottima aderenza (dopo 12, 24 e 36 mesi, delle 300 pazienti affette da osteoporosi
post-menopausale curate con il raloxifene, rispettivamente il 96%, l'80% e il 62% ha continuato il
trattamento). Il raloxifene, che si prende per bocca ed è disponibile solo su prescrizione medica,
è stato già assunto da quasi 26 milioni di donne in tutto il mondo, di cui 7 milioni in Europa.
Bisfosfonati
La prerogativa di queste molecole è quella di inibire l'attività di riassorbimento dell'osso
degli osteoclasti. I principali principi attivi appartenenti a questa classe di farmaci sono:
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Etidronato
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Alendronato: da alcuni mesi è disponibile una formulazione combinata con vitamina D che permette, almeno in parte, di ovviare all'assunzione giornaliera di calcio e vitamina D, sempre necessaria in associazione con i bisfosfonati. Questa combinazione permette di migliorare l'aderenza alla terapia nel lungo termine.
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Ibandronato: può essere somministrato per via orale una volta al mese e con iniezione endovenosa ogni tre mesi.
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Risedronato: nel prossimo futuro sarà disponibile anche una formulazione mensile.
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Zoledronato: è da poco disponibile in ambito ospedaliero, è stata dimostrata l'efficacia con un'unica infusione endovenosa all'anno sia nella terapia dell'osteoporosi post-menopausale che nella prevenzione della rifrattura di femore.
Non Bisfosfonati
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Denosumab: è un anticorpo monoclonale che blocca l'azione di stimolo del RANKL, una molecola prodotta dagli osteoblasti che stimola il reclutamento e la maturazione degli osteoclasti. Anche le modalità di somministrazione sono interessanti (due volte l'anno una iniezione sottocute) e gli effetti non appaiono inferiori ai bisfosfonati orali.
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Inibitori della catepsina K: contrastano la distruzione del collagene di tipo l, che costituisce la gran parte del contenuto proteico dell'osso, riducendone il riassorbimento.
Teriparatide (PTH 1-34)
Si tratta dell'ormone paratiroideo ricombinante, un ormone che viene normalmente prodotto nel
nostro organismo ed è molto importante per la regolazione della vitamina D e del metabolismo del
calcio. Si somministra quotidianamente per via sottocutanea ed è in grado di stimolare l'attività
osteoblastica, incrementare potentemente la massa ossea e ridurre del 65% le fratture vertebrali e
del 53% quelle non vertebrali.
È prescrivibile solo da centri autorizzati, essendo un farmaco dal costo elevato e non privo
di effetti collaterali. Inoltre, è stato pubblicato uno studio sulla rivista
New England Journal of Medicine da parte di un gruppo di
ricercatori clinici che hanno dimostrato che il teriparatide è in grado di ridurre notevolmente il
rischio di frattura nei pazienti in terapia cortisonica. Un aspetto importante, se si considera che
numerosi studi hanno dimostrato come il cortisone assunto per bocca in dosi farmacologiche è in
grado di determinare rapidamente, nel giro di alcuni mesi, osteoporosi e aumentato rischio di
frattura.
Ranelato di stronzio
Sfrutta un interessante e fino a ora unico meccanismo d'azione dello stronzio sull'osso:
questo minerale, infatti, viene incorporato nello scheletro rimpiazzando le molecole di calcio e ha
una duplice azione sulle cellule ossee, da una parte stimolando la funzione degli osteoblasti e
quindi la neo-formazione ossea, dall'altra riducendo il riassorbimento osseo da parte degli
osteoclasti. Studi a lungo termine (fino a 5 anni) ne hanno dimostrato l'efficacia antifratturativa
nell'osteoporosi post-menopausale. Il farmaco va assunto quotidianamente, gli effetti collaterali
sono contenuti e soprattutto di tipo gastrointestinale.
Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia AIOTE – Associazione Italiana Oncologia della Terza EtàCampagna Timeless Women Skeletal Endocrinology - Meeting internazionale sull'Osteoporosi News and Opinions in Ginecologia Fondazione F.I.R.M.O. Assolatte – Associazione Italiana Lattiero-casearia




