SPECIALE OSTEOPOROSI
Cosa succede? Dai primi segnali alla diagnosi
L'osteoporosi può svilupparsi per molto tempo in modo silente. La perdita di robustezza della
massa ossea è infatti lenta e progressiva e la malattia resta a lungo asintomatica.
Le prime avvisaglie si manifestano dopo i 50 anni, con una
frattura di polso per esempio, che però spesso non viene correlata a osteoporosi.
Successivamente, dopo i 60 anni, i segnali più frequenti sono le fratture vertebrali,
altrimenti dette
schiacciamenti: si manifestano con un dolore acuto alla
schiena, che in genere si protrae per due o tre settimane.
In età più avanzata, i segni più evidenti sono la cifosi (curvatura della colonna vertebrale)
e la perdita di statura. A questo punto le fratture più pericolose sono quelle del femore, che
comportano invalidità, ospedalizzazione, quasi sempre l'intervento chirurgico, e compromettono le
possibilità di un pieno recupero funzionale. Ogni anno in Italia sono oltre
80.000 le persone che incorrono in una frattura al femore,
in maggior misura dopo i 70 anni.
Raramente si tiene conto che dopo la prima frattura circa il 17% di pazienti si rifratturerà
una seconda volta al femore, vivendo nuovamente il peso di un'operazione chirurgica importante, con
un ulteriore ricovero (che in genere dura circa 10 giorni) e una nuova riabilitazione
post-chirurgica (che si protrae per altri 30 giorni).
Secondo alcune associazioni scientifiche (come l’
American Orthopeadicians Academy) e autorità regolatorie (NICE-National Institute of Clinical Ecxellence), per
diagnosticare l'osteoporosi sono sufficienti una frattura di polso dopo i 50 e una frattura
vertebrale dopo i 65, non causate da episodi ad alto impatto (incidenti traumatici o caduta dalle
scale).
Prima della frattura, uno dei criteri principali per la diagnosi è la misurazione della massa
ossea (oltre alla valutazione di altri fattori di rischio come la familiarità e l'età), in genere
tramite
densitometria ossea, un esame indolore e non invasivo
eseguito con apparecchiature specialistiche radiologiche.
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Tra i vari metodi disponibili, quello più affidabile di valutazione della densità minerale è
la DEXA (Dual Energy X-Ray Absorptiometry), una speciale radiografia a basse radiazioni, in grado
di rilevare basse percentuali di perdita ossea della colonna vertebrale e dell'anca.
Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia AIOTE – Associazione Italiana Oncologia della Terza EtàCampagna Timeless Women Skeletal Endocrinology - Meeting internazionale sull'Osteoporosi News and Opinions in Ginecologia Fondazione F.I.R.M.O. Assolatte – Associazione Italiana Lattiero-casearia




