AMENORREA
Se il primo ciclo non arriva…
Lo sviluppo puberale femminile tende a comparire con sempre maggiore anticipo nel nostro Paese:
se all'inizio del Novecento
il menarca (cioè l'arrivo della prima mestruazione) si
verificava a 16-17 anni, oggi questa tappa è anticipata tra i 12 e i 13 anni. Solo in una piccola
parte delle bambine (1% circa) il flusso può arrivare prima dei 10 anni. Si parla però di
menarca precoce solo quando la mestruazione insorge prima
degli otto anni di età.
Questo evento è preceduto, tra gli 8 e i 12 anni, dai primi segni di
sviluppo puberale. Dapprima si ha lo sviluppo del seno (telarca) cui segue, a distanza di alcuni mesi, la comparsa
dei primi peli pubici (pubarca). In questo periodo si ha un incremento di altezza
e si verificano notevoli cambiamenti psichici (tipici quelli del tono dell'umore o delle modalità
relazionali). Il
menarca si verifica circa due anni dopo l'inizio dello
sviluppo puberale. Sono però necessari da pochi mesi ad alcuni anni prima che il ciclo si
regolarizzi.
Il menarca è un momento molto importante nella vita di una donna, rappresenta
l'inizio della sua età fertile, contrassegnata dal ciclo
mestruale a cadenza mensile. La sua comparsa fisiologica tra i 12 e i 15 anni è un importante
indicatore dello stato di salute della donna, e in particolare del suo apparato riproduttore.
A provocare il menarca è la notevole quantità di androgeni (ormoni sessuali) liberati
dall'ovaio, a sua volta stimolato, sempre per via ormonale, dalla ghiandola ipofisi. Gli androgeni
sono anche responsabili dei
caratteri sessuali elencati sopra (peli pubici, aumento in
altezza, crescita del seno).
Per
amenorrea primaria si intende l'assenza del menarca e dei
caratteri sessuali in età superiore ai 13 anni, oppure l'assenza del menarca in presenza dei
caratteri sessuali a 15 anni di età. L'
amenorrea secondaria è invece un blocco mestruale
prolungato (più di sei mesi) che può comparire in alcuni momenti dell'età fertile per svariate
ragioni.
L'amenorrea è oggi molto frequente nelle adolescenti che si sottopongono a diete drastiche o “
autogestite”, che hanno subìto stress affettivi importanti (quali un abbandono amoroso o un
lutto), che non hanno un adeguato peso corporeo o sono soggette a importanti oscillazioni ponderali
(riduzione drastica o aumento esagerato), che fanno sport in modo eccessivo o praticano sport
agonistici di particolare impegno per l'organismo (quali il mezzofondo o la maratona). Tutte queste
situazioni influiscono negativamente sulla produzione ormonale provocando alterazioni nel regolare
flusso mensile.
L'amenorrea può anche essere il segnale di un'alterazione della struttura ovarica (ovaio
micropolicistico, ovaio policistico e cisti ovarica semplice), situazioni che si possono studiare
con l'ecografia pelvica a vescica piena, di patologie gravi che possono interferire con gli
apparati endocrini (tumori, diabete, alterazioni marcate del metabolismo, ecc.), o di malformazioni
dell'apparato genitale.
Tutte queste condizioni possono essere di entità variabile, fino alla configurazione di
quadri francamente patologici. Le malformazioni congenite possono essere a carico dell'apparato
genitale interno, quali
agenesia (mancata formazione) delle ovaie,
Sindrome di Rokitansky (aplasia utero-vaginale) oppure a
carico dell'imene (imperforazione). Si tratta di condizioni rare che
interessano meno dell'1% delle bambine. Nel primo caso l'amenorrea dipende dalla mancata produzione
di ormoni, nel secondo il sangue non viene prodotto in caso di spiccata ipoplasia dell'utero.
Mentre quando l'imene è imperforato il sangue non può defluire e si raccoglie in vagina
(ematocolpo).
L'agenesia ovarica viene trattata con l'integrazione di estro-progestinici. In pratica si può
utilizzare la pillola contraccettiva dopo avere escluso le controindicazioni tipiche. Nella
Sindrome di Rokitansky si crea chirurgicamente una nuova vagina, mentre l'intervento più semplice è
quello dell'incisione dell'imene.
L'arrivo della prima mestruazione deve essere un evento normale nella vita delle adolescenti,
va preparato con grande naturalezza dando loro informazioni corrette e tendenzialmente
rassicuranti. Oggi il ruolo dei genitori è facilitato dal fatto che molte scuole offrono corsi di
educazione sessuale finalizzati alla conoscenza degli eventi naturali che riguardano la vita dei
ragazzi e le problematiche a essi correlate. Conoscere aiuta a vivere meglio i fenomeni e sminuire
anche le vere patologie che, per fortuna, sono di per sé rare e che vanno affidate alle cure di
specialisti esperti.
Se il primo ciclo tarda ad arrivare, il primo consiglio utile, in assenza di disturbi conosciuti, è quello di sdrammatizzare il problema non attribuendogli un'eccessiva importanza, per non accentuare i frequenti risvolti psicologici negativi correlati alla mancata comparsa delle mestruazioni (soprattutto se le coetanee sono già sviluppate). Il medico di famiglia e i genitori devono pertanto rassicurare la ragazza e indirizzarla a un ginecologo solo quando si supera l'età-soglia di 15 anni o quando compaiono disturbi come dolori pelvici, gonfiore addominale, disturbi urinari o intestinali. Lo specialista si limiterà all'osservazione dei genitali esterni per escludere l'imperforazione dell'imene o valuterà le caratteristiche dei caratteri sessuali per escludere eventuali squilibri ormonali.
Dopo un'attenta anamnesi e un accurato esame obiettivo generale, viene generalmente consigliata un'ecografia pelvica (eseguita per via addominale a vescica piena), che consente di studiare la morfologia delle ovaie e dell'utero e di escludere le malformazioni prima elencate. Inoltre è opportuno eseguire un dosaggio ematico dei principali ormoni prodotti da ovaie, ipofisi, tiroide e surrene per escludere gli squilibri endocrini più importanti.
Ulteriori approfondimenti diagnostici strumentali o di laboratorio sono indicati solo quando si rilevano valori endocrini particolarmente fuori dalla norma. Il ginecologo è anche lo specialista preposto a guidare l'operato di altri colleghi (endocrinologo, dietologo, psicologo, ecc) che possono eventualmente essere interpellati e intervenire a seconda delle problematiche che emergono.
Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e OstetriciaAlessandra Graziottin
News and Opinions in Ginecologia
Con la consulenza di:
Rocco Gallicchio, Specialista in Ostetricia e Ginecologia




