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Cuore a rischio in menopausa?

Relativamente protetta durante tutto il periodo che precede la menopausa, la donna vede considerevolmente aumentata la frequenza e la gravità delle malattie cardiovascolari (infarto del miocardio e ictus) nel periodo successivo: è stato, infatti, stimato che ogni donna all'età di 50 anni, ha il 46% di probabilità di ammalarsi di coronaropatia (malattie del cuore) e il 31% di morirne.

La prevenzione è importante.
Prevenire si può. Con uno stile di vita sano, che protegge il cuore dai danni del tempo. Infatti le malattie cardiovascolari sono causate da un insieme di fattori, alcuni dei quali non sono modificabili, come per esempio l'ereditarietà, altri invece possono essere corretti per tempo (e per questo sono detti “fattori di rischio modificabili”) per preservare la salute del cuore.

Le strategie che possono essere messe in atto per ridurre il rischio cardiovascolare sono per esempio l'astensione dal fumo, una dieta equilibrata, un incremento dell'attività fisica, una supplementazione farmacologica di vitamine e una riduzione dello stress quotidiano.

Tra i fattori di rischio da tenere particolarmente sotto controllo c’è la cosiddetta sindrome metabolica, una complessa alterazione del metabolismo di grassi e carboidrati che espone a un elevato rischio cardiovascolare.

Alcuni fattori che possono predisporre alla sindrome metabolica (e quindi da considerare fattori di rischio cardiovascolare) sono:

  • Obesità addominale, cioè girovita abbondante. L'obesità gioca un ruolo importante nello sviluppo di malattie del cuore, e la donna in menopausa deve prestare molta attenzione al proprio peso in questa delicata fase della sua vita. L'obesità infatti aumenta con l'età, soprattutto tra i 45 e i 54 anni, particolarmente critica per la donna che presenta un tasso di obesità doppio rispetto alla fascia di età dei 35-44. Inoltre pare che il passaggio alla menopausa si associ a una diminuzione di massa magra a scapito di un aumento di massa grassa.
  • Ipertrigliceridemia, cioè elevata concentrazione di trigliceridi (un tipo di grassi) nel sangue.
  • Ipercolesterolemia, cioè elevata concentrazione di colesterolo LDL, quello cosiddetto “cattivo”, nel sangue. È stato evidenziato un aumento del rischio di infarto del miocardio di 3 volte nell'uomo e di ben 9 volte nella donna con elevati livelli di colesterolo nel sangue.
  • Ipertensione, cioè l'aumento della pressione arteriosa. La prevalenza dell'ipertensione aumenta progressivamente più nella donna dopo la menopausa che nell'uomo di pari età.
  • Diabete. In concomitanza alla menopausa si verifica anche un rapido aumento dell'incidenza di diabete. La menopausa infatti provoca un'alterazione nel metabolismo dei grassi che espone le donne da una parte a un maggior rischio di diabete mellito di tipo 2 (la forma di diabete più frequente) e dall'altra a una condizione chiamata iperinsulinemia (un'eccessiva quantità di insulina presente nel sangue), un altro importante fattore di rischio cardiovascolare.

Fino alla fine degli anni '80 la prevenzione delle malattie cardiovascolari si fondava sul trattamento dei singoli fattori di rischio. Oggi si tende a prendere in considerazione un rischio cardiovascolare globale, che può essere stimato valutando contemporaneamente la presenza di questi diversi fattori.

Le carte di rischio cardiovascolare.
Sono state messe a punto delle “ carte di rischio cardiovascolare”, che servono a stimare la probabilità di andare incontro a un evento cardiovascolare (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi conoscendo il valore di diversi fattori di rischio: diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia ecc.
Anche in Italia nel 2005 è stata messa a punto una Carta Italiana di Rischio Coronarico redatta sulla base dei principali fattori di rischio pesati sulle caratteristiche della nostra popolazione e che quindi può essere presa in considerazione nella valutazione del rischio delle donne.

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