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Acido folico: perché?

L'acido folico o vitamina B9 è una sostanza che fa parte del gruppo dei folati, fondamentale in gravidanza per il suo ruolo nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, la parte del feto da cui si sviluppano il cervello, la scatola cranica e la spina dorsale. Secondo un dato dei CDC americani, l'assunzione di acido folico può prevenire dal 50 al 70% di alcuni tipi di malformazioni.

Quando il tubo neurale non si chiude correttamente e completamente durante le prime settimane di gravidanza, il bambino sviluppa gravi malformazioni congenite come la spina bifida e l' anencefalia. La spina bifida comporta conseguenze molto diverse, che possono comprendere anche gravi disabilità fisiche e mentali: paralisi degli arti inferiori, difficoltà di controllo degli organi interni (intestino e vescica), difficoltà nello sviluppo e apprendimento e ritardo mentale, idrocefalia… L'80-90% dei bambini con spina bifida sopravvivono fino all'età adulta. L'anencefalia è una condizione in cui il cervello si sviluppa in modo incompleto o non si sviluppa affatto, e in questo caso l'esito sul neonato è ancora più infausto (morte alla nascita o subito dopo).

Inoltre una carenza di folati può dare luogo con più facilità a esiti avversi della gravidanza (pre-eclampsia, ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari). Infine, secondo dati non ancora confermati, l'acido folico contribuirebbe indirettamente anche a prevenire altre situazioni di rischio, come le malattie cardiovascolari, le malformazioni congenite (labiopalatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti), lo sviluppo successivo di tumori dei tessuti nervosi.

L'assunzione di questa sostanza in gravidanza è quindi fondamentale. Se infatti in condizioni normali sono sufficienti circa 0,2 mg al giorno di vitamina B9, durante la gravidanza il fabbisogno di folato si raddoppia a 0,4 mg perché il feto utilizza le riserve materne. Il problema è che l'acido folico non viene prodotto dall'organismo ma deve essere assunto con il cibo, tramite alimenti che ne sono ricchi, come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e il fegato. La quota giornaliera raggiungibile con l'alimentazione non è tuttavia sufficiente, inoltre il processo di cottura distrugge la grande maggioranza di folato presente nei cibi. Ecco che diventa indispensabile una supplementazione farmacologica.

Ma quando e come va assunto l'acido folico? Il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal concepimento (tra il 17esimo e il 29esimo giorno), quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta. Dunque le donne che programmano una gravidanza dovrebbero assumere acido folico giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori, perlomeno nel mese precedente il concepimento e per i primi tre mesi di gravidanza.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità

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